Pensa Scrivi Vivi. Il potere della scrittura terapeutica

Tempo di lettura: 4 minuti

L’autrice Sonia Scarpante ci racconta il suo ultimo libro.
“Pensa Scrivi Vivi. Il potere della scrittura terapeutica”
è un testo denso di testimonianze che ci aiutano a intravedere, in un tempo per noi difficile e in cui ci sentiamo messi alla prova, un percorso di speranza e di rinascita.

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dell’ultimo libro della Scrittrice Sonia Scarpante
“Pensa Scrivi Vivi. Il potere della scrittura terapeutica”


La Parola che cura

Viviamo in un tempo segnato da molte sofferenze (pandemia, guerra, isolamento sociale, frustrazioni, paure…) e l’idea di utilizzare la scrittura come strumento di ricerca del sé nasce già dall’antichità se pensiamo ad esempio a Marco Aurelio o ad Arthur Schopenhauer, che della scrittura ne hanno fatto strumento di conoscenza e di verità. 

Dopo 24 anni di percorsi introspettivi su di me e per chi ha desiderato seguirmi attraverso l’egida della scrittura posso veramente constatare che lavorare sull’interiorità attraverso la scrittura è ottima esperienza di vita, un aiuto poderoso che ognuno di noi si può dare e questo libro ne segna il tratto efficace attraverso la parola convertita in scrittura.
Con un attrezzo semplice come la penna possiamo veramente imparare ad entrare nella nostra anima, a sciogliere nodi, fatiche esistenziali, fragilità sopite.
La scrittura rappresenta una sorta di medicina, una cura per la persona che attraversa periodi di forti difficoltà. 

Bruner che ne ha evidenziato le forme costruttive ci racconta che la Cultura è come una “cassetta per gli attrezzi”. In questa cassetta è importante andare alla ricerca dello strumento più appropriato e in questa ricerca sicuramente la NARRAZIONE è attività da considerare prioritaria, la forma espressiva per antonomasia la più utilizzata nella storia dell’essere umano.

 Lo stesso Eugenio Borgna che ha lavorato in uno dei campi più difficili della vita, per venti anni nel manicomio di Novara nel reparto femminile, nel suo testo profondo “Saggezza” ci parla di Cura della parola, di medicina della parola.

Perché da diversi anni la definisco terapeutica? 

La chiamo TERAPEUTICA perché attraverso già il mio primo libro pubblicato nel 2003, un testo autobiografico, si evince quanto la scrittura ci possa aiutare nell’elaborazione di un lutto anche difficile da accettare, a superare un trauma di cui molti di noi portano sul proprio corpo stigmate evidenti, a sciogliere nodi, a risolvere affettività conflittuali. 

Dare alla luce quelle emozioni che ci sono appartenute e che ci appartengono è molto faticoso, ma umanamente rigenerante per la nostra mente. 

La scrittura come viaggio interiore 

Questo progetto ha dato fortemente senso alla mia vita e nelle carceri, negli ospedali, nelle scuole, sono infinite le esperienze umane che ho raccolto e raccolgo che ci fanno capire quanto la scrittura possa operare una sorta di catarsi sulla persona per renderla più consapevole e più capace a resistere alle intemperie della vita. Abbiamo tutti bisogno di saper esprimere i nostri sentimenti più profondi e la scrittura è un viatico che permette anche di creare sempre più resistenza e capacità trasformativa. 

Sì, la scrittura è un viaggio introspettivo di forte valenza conoscitiva quando desideriamo entrare nel nostro sé con fiducia e coraggio. Attraverso quel guizzo di penna impariamo ad aprirci al mondo con meno conflittualità e con maggiore intraprendenza. Durante il percorso a ritroso della nostra Memoria acquisiamo, quasi senza rendercene conto, più coerenza, impariamo ad aprirci alla diversità con meno rigidità. 

La lettera uno strumento potente

Il mio percorso con la penna nato 24 anni fa si avvale di temi epistolari e simbolici. La forma epistolare è la forza del mio metodo perché attraverso la lettera entriamo più facilmente nella nostra storia e in chi abbiamo avuto vicino o ancora ci accompagna nel viaggio della vita. Con la Scrittura abbracciamo il lato filosofico della vita con quell’arte del dubbio sanatrice che è pratica assai feconda e rigenerativa. 

Arriviamo a superare attraverso il tocco magico di quella scrittura giudizi e pregiudizi che ammanettano solo i nostri pensieri rendendoci schiavi di strutture mentali che non sono mai arricchenti per la persona e la sua crescita. 

Esperienze di scrittura

Credo, per farne continua esperienza con i giovani nelle classi, che la scrittura possa essere veramente una PRATICA EDUCATIVA fra le più evolute per la persona che desidera crescere nel pensiero, nei comportamenti relazionali. Isabelle Allende parla della scrittura come viaggio interiore verso le caverne più oscure. Il suo viaggio introspettivo nel libro “Paula” è stato sicuramente un viaggio di forte valenza conoscitiva e anche terapeutico. Si parla in quella trama coraggiosa di elaborazione del lutto della figlia attraverso il viaggio a ritroso nella Memoria della loro storia; è come riportare in vita quella figura amata e sentirsela più vicino, dare un senso ad una vita spezzata e riportarla alla luce. “Non esiste separazione definitiva finché esiste il ricordo” da Paula di Isabelle Allende. 

Ho toccato con mano quanto lo scrivere per molti possa essere una sorta di balsamo, come si possa lenire una ferita attraverso la pratica della scrittura, intesa come cura e conoscenza di sé (www.lacuradise.it) Alcune esperienze significative fanno parte anche di questo mio ultimo libro Pensa scrivi vivi. Il potere della scrittura terapeutica e in sincerità ne rappresentano solo una minuscola parte. Sovente faccio riferimento alla SCRITTURA come atto performante, perché, spesso inconsapevolmente, essa agisce nel nostro pensiero, sui nostri comportamenti, ci aiuta ad agire e a non subire la vita ma a diventarne protagonisti. Rivolgersi al prossimo in modo aperto e positivo – e questo vale per tutte le figure professionali che operano per il benessere sociale – significa credere fermamente nel potere della parola, intesa come strumento imprescindibile per dare o ridare fiducia; difficile capire gli altri senza aver prima portato a termine un proprio percorso di comprensione, di chiarimento e di scavo di sé. Calarsi nell’altro implica la conoscenza profonda delle proprie fragilità, l’elaborazione e il superamento dei propri conflitti. E in questo senso la scrittura diventa veramente uno strumento di aiuto per la relazione dove darsi fiducia e speranza è l’ottimo nutrimento per riappropriarsi di sentimenti che conducano verso la via del bene.

Ci sono figure di alto spessore umano che hanno segnato e portato insegnamenti nella mia vita e questo è ancora un processo in divenire: sono i miei maestri e di loro leggo spesso perché il pensiero deve sempre avanzare, crescere nella sua portata. Senza educazione sentimentale, come ama ripetere U. Galimberti, non andiamo da nessuna parte e credo che la scrittura possa esercitare una sua forza propulsiva efficace per imparare a scandagliare i sentimenti della vita, a riconoscerli e a farli diventare nostri alleati per la costruzione anche di un’etica più egualitaria. 

Dettagli del libro
Titolo: Pensa Scrivi Vivi. Il potere della scrittura terapeutica
Editore: TS – Terra Santa
Puoi trovare il libro anche su: https://bit.ly/3NMiY9p
Lingua: italiano
Pagine: 224 p.

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Sonia Scarpante
Marinella Scarpante, Sonia, è un architetto milanese con la vocazione per la scrittura. Dopo una malattia oncologica ha pubblicato il libro Lettere ad un interlocutore reale. Il mio senso, a cui hanno fatto seguito diverse prestigiose pubblicazioni. Presidente de La cura di sé collabora con numerose riviste e associazioni. Scrittrice prolifica, è una delle maggiori esponenti nazionali della scrittura curativa, attraverso i suoi master e corsi insegna il metodo Scarpante della cura di sé attraverso la narrazione. Ha pubblicato anche su riviste scientifiche all’estero e fra queste si annovera la prestigiosa e autorevole rivista americana“ Academia”.
Articoli: 10

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