Buddy, ci raccontiamo?

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Spunto di riflessione: scrivere è l’azione che permette di riportare i sentimenti in un foglio, in modo da visualizzarli sotto forma di frasi e parole. Sono momenti attraverso i quali, la mente si svuota e si riceve benessere emotivo. Dare forma a un’emozione, permette di comprenderla e, se preoccupa, di conseguenza a gestirla in modo nuovo. 

Scrivere è un allenamento per sé stessi, ma cosa diventa quando viene condiviso con un’altra persona? Cosa succede quando, ogni giorno, scriviamo i momenti più importanti o i dettagli più coinvolgenti a qualcuno, e poi riceviamo i suoi da leggere? È terapeutico condividere, per iscritto, in modo reciproco la vita?

Fin da piccola, ho utilizzato la scrittura come l’unico strumento capace di liberare i miei sentimenti e lasciar volare le mie emozioni. Descrivendo a parole ogni mio stato d’animo, scoprivo che esisteva un collegamento preciso tra il cuore e la mente. Tra me e la vita che vivevo.

Per anni, soprattutto durante l’adolescenza, ho continuato a scrivere e scambiare lettere con le amiche, come puro atto creativo che mi aiutava a esprimermi meglio, verso me stessa e in relazione agli altri

Da adulta, la scrittura è diventata una compagna di viaggio che mi regala la possibilità di ricercare soluzioni e idee, d’immaginare e di sognare. 

Ancora oggi, ogni volta che la mia mano rovescia tutte le emozioni in un foglio di carta, imparo a gestire la mia parte emotiva, a vivere i sentimenti e le sensazioni da una prospettiva diversa.

In questo ultimo periodo, ho ricevuto la meravigliosa opportunità di utilizzare la scrittura per dare e ricevere feedback riguardo ai momenti più significativi della mia vita, in relazione a quelli di un’altra persona. 

Lei è il mio Buddy. Io e lui, due sconosciuti che si sono ritrovati in un percorso di cura e benessere di sé. 

Io e lui, lontani chilometri di distanza, immersi in vite diverse, siamo stati scelti per sperimentare un tempo nel quale allenare le nostre competenze di vita e fare squadra.

Abbiamo deciso di ritagliarsi un momento personale, durante la giornata, quando possibile, nel quale ripercorrere il tempo vissuto, così da individuare ciò che di piacevole o di spiacevole ha caratterizzato quel giorno. 

Entrambi lo chiamiamo: il nostro allenamento quotidiano. Ma cosa significa allenare le competenze di vita?

Attraverso uno scambio reciproco, stiamo imparando in modo efficace a condividere noi stessi, chi siamo, cosa proviamo e come ci relazioniamo con gli altri. 

Non utilizziamo carta e penna. Gli strumenti che ci permettono uno scambio più veloce sono quelli digitali. Alla fine, anche attraverso questi canali più tecnologici, le frasi e le parole che ci scambiamo, diventano l’espressione visiva di emozioni e percezioni, fatti narrati e consigli ricevuti. 

Ecco che la scrittura, quotidianamente, rafforza la nostra amicizia, velocizza la conoscenza reciproca, permette di restare vicini comunque, ci allena emotivamente e ci permette di comunicare tra noi in modo efficace. 

Le cose che ci scriviamo provengono direttamente dal cuore, dalla parte più profonda di noi. Trasformando ciò che la vita quel giorno ci ha insegnato, scagliato contro, mostrato o semplicemente fatto attraversare, impariamo a conoscere noi stessi, scoprendo l’effetto che hanno su di noi le circostanze della vita. Ci sono giorni che condividiamo la gioia, l’euforia, altri visualizziamo la rabbia, la paura, la tristezza e la frustrazione, dando così il nome corretto a tutte queste emozioni e le guardiamo in faccia… insieme. È spettacolare! La scrittura diventa un ponte che unisce due diversità, dando vita a uno scambio che genera questa consapevolezza: non si è mai soli a vivere i momenti belli o difficili della nostra esistenza. 

Il fatto di mostrare i miei scritti al mio Buddy, e viceversa ricevendo i suoi, permettiamo a entrambi di calarsi in punti di vista nuovi e di ricevere empatia. 

Scrivere ciò che pensiamo o cosa abbiamo provato quel giorno, è di grande aiuto per riflettere su tantissime situazioni che ci creano disarmonia interiore e per riportare equilibrio dentro noi stessi.

Questo concetto, mi riporta al libro che sto leggendo, scritto da Daniel Goleman negli anni ’90, “Intelligenza emotiva. Che cos’è e perché può renderci felici”. 

L’intelligenza emotiva fa riferimento alla nostra capacità di identificare, comprendere, esprimere e regolare le nostre emozioni e quelle degli altri in modo efficace e produttivo. 

Quindi, insieme, noi alleniamo la nostra rispettiva intelligenza emotiva, grazie alla scrittura. Le parole scritte fluiscono perché sappiamo che nessuno giudicherà l’altro, che il nostro subconscio emergerà liberandosi da schemi e condizionamenti e, finalmente, verremo così aiutati a sanare le nostre cicatrici.

La psicologa Elisabeth Broadbent ha condotto uno studio dal titolo “Scrittura espressiva e guarigione delle ferite nelle persone adulte”, pubblicato in una rivista scientifica. Questa ricerca afferma che la scrittura ha un’azione cicatrizzante sugli eventi tristi o sui sentimenti profondi di una persona.

Tutte le persone si portano ferite invisibili nell’animo che, spesso, appesantiscono le emozioni, ma la scrittura scioglie e libera, facendo altro spazio dentro di sé. È questo il potere terapeutico della scrittura: ritrovare l’armonia per poi contagiare con la stessa chi sta intorno a noi.

È, quindi, terapeutico condividere, per iscritto, in modo reciproco la vita?

Sicuramente terapeutico, ma anche qualcosa che aumenta il senso di gratitudine, fa compagnia nei momenti di solitudine, arricchisce di contenuti e apre la mente verso orizzonti nuovi, dove fare spazio all’altro e a ciò che prova. Grazie alla presenza del mio Buddy, ho capito che condividere la vita significa crescere e avere cura di sé e degli altri.

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Serena Savarelli
Serena Savarelli nasce ad Arezzo il 26 luglio 1979, laureata in Ostetricia, vive a Castiglion Fiorentino con il marito e i figli, biologici e adottivi. Serena lavora come ostetrica di comunità nel consultorio familiare del suo paese La scrittura è la sua passione fin da piccola nella quale continua a formarsi, reputandolo un importante strumento nella cura di sé. Il Master in Scrittura Terapeutica è stato fondamentale per la sua crescita interiore. Inizia a pubblicare per MonteCovello Editore nel 2017 vari racconti e poesie e il suo primo romanzo La vita in una matrioska. Con Pav Edizioni continua a pubblicare racconti in antologie della collana Pav per il sociale, condividendo così tematiche importanti come la cura di sé, la diversità in tutte le sue forme, la violenza sulle donne e maternità e disabilità. Sempre con la stessa casa editrice è in procinto di pubblicare il suo secondo romanzo. Serena Savarelli è impegnata da molti anni nella tutela dei diritti dei minori special needs, collaborando con le associazioni di volontariato Voci diverse e M’ama dalla parte dei bambini, attive nel territorio italiano. Entrambe le associazioni promuovono la realizzazione di una rete di sostegno tra le famiglie che vivono la disabilità del proprio figlio, in un contesto d’inclusione e di accoglienza per il benessere globale della persona. Pubblica nel 2022 il romanzo “ Dove il sole si ferma” Pav edizioni , scritto con la sorella Giulia
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