Dove il sole si ferma

Tempo di lettura: 5 minuti

Spunto di riflessione: la ricerca delle origini è un percorso ricco di emozioni che coinvolge tutte le persone, non solo chi è stato adottato o affidato in tenera età a un’altra famiglia. Tutti sentono il bisogno di ricostruire il proprio passato personale e familiare. Tuttavia ricercare le proprie origini significa anche imparare a conoscersi e rielaborare il proprio vissuto.

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del libro delle Scrittrici Giulia e Serena Savarelli
“Dove il sole si ferma”

Partecipa il 04 ottobre 2022 dalle 18.30 alle 20.00
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Per ogni libro che ho letto mi sono chiesta: dov’è il punto esatto in cui la fantasia dello scrittore si mescola alla sua vita reale? 

Una storia svela sempre tutto? Oppure esiste un pensiero che va oltre l’immediatezza della trama e delle vicissitudini dei personaggi?

Mi sono persa in queste riflessioni anche quando ho terminato di scrivere il mio secondo romanzo: “Dove il sole si ferma”, edito Pav Edizioni, libro scritto a quattro mani: le mie e quelle di mia sorella. 

Questo romanzoè una storia nata quasi per caso, di fronte al mare della Puglia, in un pomeriggio assolato. Quel giorno, ho scritto il prologo in una pagina bianca di Word e, subito dopo, il primo capitolo si è materializzato da solo. La sera ho inviato il documento a mia sorella Giulia per mail con queste brevi indicazioni: “Ora tocca a te! Scrivi il secondo capitolo, inviami di nuovo il tutto e continueremo a fare così fino alla fine del nostro libro.”

In questo modo, io e Giulia abbiamo partorito, rispettivamente, Nadia e Irene, giovani donne che, come noi, abitano in diverse regioni d’Italia. Io sono residente in Toscana, Giulia in Calabria, mentre Nadia vive a Torino e Irene a Catania. Quando nasce un personaggio, nasce, contemporaneamente, la sua storia. Gli intrecci dei loro vissuti, danno vita al romanzo stesso. 

Per diversi motivi lavorativi, le due protagoniste si trasferiscono a Firenze. Non si conoscono, eppure sono state attratte inconsapevolmente dalla stessa città. Perché Firenze? Nadia e Irene, personificano cultura e arte, storia e filosofia, ricerca e verità. Una città famosa che diventerà, pagina dopo pagina, il centro esatto dove entrambe verranno catapultate nell’inimmaginabile con i loro rispettivi sconvolgimenti emotivi. 

Nel loro arrivo, la loro esistenza subirà un grande cambiamento. Il nuovo diventerà l’opportunità per intraprendere un grande viaggio, quello dentro loro stesse, alla ricerca di chi sono e cosa sono state quando un’altra donna ha dato loro la vita.

La ricerca delle origini costituisce un tassello indispensabile nel processo della costruzione dell’identità di tutti, è il centro dell’attenzione per la persona che ha vissuto l’esperienza dell’adozione ed è alla ricerca della propria famiglia biologica. 

Mi sono dedicata a questo tema dopo che io stessa ho adottato le mie bambine. Mi sono informata e ho partecipato a dei corsi formativi che mi hanno dato l’opportunità di conoscere il progetto Ser.I.O., il Servizio per le informazioni sulle origini promosso dall’Istituto degli innocenti, il Centro regionale di documentazione per l’infanzia e l’adolescenza e la Regione Toscana in collaborazione con la rete dei centri Adozione di Area Vasta.

Pensando che in futuro le mie bambine si sarebbero trovate protagoniste di questo viaggio a ritroso, ho raccolto più informazioni possibili per essere pronta a intraprenderlo insieme a loro. Questo percorso ha necessità di essere accompagnato in modo competente per il coinvolgimento emotivo che esso comporta.

Il progetto Ser.I.O., grazie a un team di esperti, ha l’obiettivo di orientare la persona adottata in cerca delle proprie origini, fornendole informazioni utili affinché la sua scelta sia un atto pienamente consapevole.

Da madre adottiva, ho vissuto anch’io il momento in cui mia figlia, che viene da un percorso di mamma segreta, mi ha chiesto: “chi erano i miei genitori? Perché mi hanno lasciata in ospedale? Dove sono adesso?”.

Sono domande lecite che hanno avuto bisogno di risposte sincere, perché ogni persona desidera conoscere la propria storia. A maggior ragione quando la vita riserva più difficoltà, dubbi e segreti, l’interesse a sapere e capire aumenta; la verità fa meno paura dell’ignoto, che è abitato da tutte le paure e i fantasmi che agitano i pensieri di chi non sa.

Sono consapevole che arriverà quell’attimo nel quale le mie bambine dovranno fare i conti con il loro passato, con i motivi che hanno portato entrambe, magari allora ormai adulte, a riprendere in mano le loro lacune e i loro buchi neri mai elaborati davvero. Io sarò con loro.

Perché “Dove il sole si ferma” si basa sulla ricerca delle origini? Attraverso Nadia e Irene, io e mia sorella abbiamo voluto attraversare le emozioni di chi coloro che intraprendono questo viaggio, ma anche quello dentro sé stessi, indispensabile per imparare a navigare le paure e dare una forma a ciò che è sconosciuto.

“Dove il sole si ferma” è, realmente, il punto esatto nel quale le protagoniste s’incontreranno per la prima volta, rispecchiandosi una nel volto identico dell’altra, consapevoli di un medesimo passato da scoprire. Durante lo spettacolo dello gnomone, nel duomo di Firenze e nel giorno del solstizio d’estate, la verità prende forma illuminata da un raggio di sole e di speranza, piena di emozioni; è, metaforicamente, il punto esatto d’incontro tra un genitore e il figlio che è stato accolto, quel luogo raggiunto a fatica dove incominciare ad amare senza lottare, dove essere sé stessi senza paura di rischiare, dove non esiste più chi accoglie e chi è accolto, ma solo una famiglia; è il luogo perfetto dove la consapevolezza si rafforza e si espande, dove inizia il viaggio interiore per gestire le emozioni e relazionarsi, dove le competenze si aggrappano ai punti di forza e cominciano ad allenare le debolezze, dove il proprio talento e la propria unicità vengono alla luce. 

Per tutti questi motivi, “Dove il sole si ferma” dimostra che nel viaggio alla ricerca delle origini non c’è solo la storia del protagonista, ma alla sua se ne intrecciano tante altre: degli operatori, delle istituzioni, dei genitori adottivi e biologici. 

Tuttavia, questo libro è anche il luogo esatto dove io e mia sorella ci siamo ritrovate, dove condividere la stessa passione è accorciare le distanze che la vita reale impone. Attraverso le parole, io e lei siamo insieme e ovunque. Ci incontriamo ogni volta che ci raccontiamo. 

Questo è un messaggio universale, uno dei tanti poteri della scrittura. Poche cose riescono, come lei, a unire le persone.

Mentre io e mia sorella scrivevamo i ringraziamenti abbiamo compreso che la vita è il motore propulsore della scrittura. Ogni storia, anche frutto della fantasia dello scrittore, racconta particolari della vita dello stesso. L’autore è ciò che pensa, è il modo in cui vede il mondo e in cui realizza ciò che lo circonda. Lui è il parametro di base intorno al quale ruota tutto il resto. I suoi personaggi sono simili a lui, o diversi, a volte anche l’opposto. 

Scrivere e raccontare veicola messaggi, più o meno espliciti che la vita ha inciso nel cuore dello scrittore. Le sue parole possono curare sé stesso, essere cura per gli altri o sensibilizzare su determinati temi, portano a riflettere il lettore regalandogli emozioni.

Uno scrittore narra la storia che gli interessa e la scrittura è sempre comunicazione, uno strumento molto potente che lega chi scrive a chi legge. È così che il proprio sentire si espande nel mondo senza filtri o condizionamenti. Spesso, sono proprio i personaggi creati che contribuiscono a conquistare libertà di esprimersi. 

La vita è ciò che permette allo scrittore di restare in movimento nel suo pensiero critico e creativo, di illustrare la realtà che gli piace, i temi a lui cari, i mondi che vorrebbe vivere e conoscere e i suoi universi interiori. Senza un vissuto c’è poco da raccontare; senza immaginare non c’è nulla da sognare e descrivere, senza essere amorevolezza è difficile condividere di sé.

Dove il sole si ferma racchiude tutto questo: ho vissuto esperienze intense e particolari che desidero raccontare; ho vissuto o immaginato tutte le fasi emotive vissute dalle varie figure all’interno del percorso accoglienza e adozione e desidero descriverle; ho dato senso alle mie scelte imparando ad amare da ogni prospettiva e ora amo anche regalare le mie emozioni. 

L’esistenza è il soffio vitale che conserva e rafforza le passioni. Scrivere è il mio bisogno di ritrovarmi, restare in equilibrio e condividere gli altri.

Dettagli del libro
Titolo: Dove il sole si ferma
Editore: Pav Edizioni
Puoi trovare il libro anche su: https://bit.ly/3ONopVX
Lingua: italiano
Pagine: 344
Collana: Storie di vita
Foto: Eva Carolla
Cover Graphics: Francesca Benini

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Serena Savarelli
Serena Savarelli nasce ad Arezzo il 26 luglio 1979, laureata in Ostetricia, vive a Castiglion Fiorentino con il marito e i figli, biologici e adottivi. Serena lavora come ostetrica di comunità nel consultorio familiare del suo paese La scrittura è la sua passione fin da piccola nella quale continua a formarsi, reputandolo un importante strumento nella cura di sé. Il Master in Scrittura Terapeutica è stato fondamentale per la sua crescita interiore. Inizia a pubblicare per MonteCovello Editore nel 2017 vari racconti e poesie e il suo primo romanzo La vita in una matrioska. Con Pav Edizioni continua a pubblicare racconti in antologie della collana Pav per il sociale, condividendo così tematiche importanti come la cura di sé, la diversità in tutte le sue forme, la violenza sulle donne e maternità e disabilità. Sempre con la stessa casa editrice è in procinto di pubblicare il suo secondo romanzo. Serena Savarelli è impegnata da molti anni nella tutela dei diritti dei minori special needs, collaborando con le associazioni di volontariato Voci diverse e M’ama dalla parte dei bambini, attive nel territorio italiano. Entrambe le associazioni promuovono la realizzazione di una rete di sostegno tra le famiglie che vivono la disabilità del proprio figlio, in un contesto d’inclusione e di accoglienza per il benessere globale della persona. Pubblica nel 2022 il romanzo “ Dove il sole si ferma” Pav edizioni , scritto con la sorella Giulia
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