L’estate più bella della mia vita

Tempo di lettura: 3 minuti

Recensione di Serena Savarelli di “L’estate più bella della mia vita” di Alice Buzzella

Obiettivo di riflessione: alcuni libri sono fonti inestimabili d’insegnamento, altri dimostrano quali strumenti utilizzare per crescere, emozionarsi e relazionarsi.

L’adolescenza è proprio questo: crescere, emozionarsi e relazionarsi. È il periodo di massima trasformazione della persona che cresce nel corpo e nella mente. Un’intrigante danza tra le emozioni e i bisogni, tra la scoperta e lo stupore, tra i sorrisi e il pianto. L’adolescente vive un tumultuoso divenire pieno di domande, alle quali fatica a trovare le risposte. In questo contesto, però, vive anche i momenti più belli della sua vita. 

Il romanzo di Alice Buzzella, “L’estate più bella della mia vita”, racconta la parte emotiva di questo crescere, emozionarsi e relazionarsi. 

Io non voglio riempirmi di polvere e ragnatele, non voglio finire nello scantinato, nel dimenticatoio. Non voglio divenire il niente, il nulla. No, non voglio scomparire per sempre.

Io voglio vivere.

E lo desidero talmente tanto, da non avere paura di morire.

Nello scorrere inesorabile del tempo, scandito da incontri, scambi, partenze e arrivi, s’intrufolano le emozioni e le vite di Caterina, Gioia, Matteo e Federico si trasformano lentamente. 

L’ignoto li spaventa e quel “che ne sarà di me” li martella nella mente e nel cuore. 

I sogni e i desideri cambiano con loro, diciannovenni temerari e tenebrosi nello svelarsi. 

Tra una giornata di mare capace di far loro innamorare e un viaggio lontano che li lascia inermi, la scrittura diventa quel ponte che unisce la vita all’imprevisto, le domande ai pensieri in subbuglio.

“Cara Joy,

credo che non avrò mai il coraggio di spedirti questa lettera, sento in ogni caso il bisogno di scrivere. È una totale necessità la mia, una necessità di buttare fuori tutte le emozioni, ciò che sento dentro, di esternare i miei pensieri, di provare a dare loro una forma concreta attraverso le parole. Tuttavia, sono consapevole che ne escono solamente frasi senza senso alcuno.

Allora provo a scavare un po’ di più dentro di me, provo a chiedermi se invece, un senso potrebbero averlo. Non ne ho idea, non riesco a comprenderlo appieno, mi appare, davanti ai miei occhi, un’immagine dai tratti sfocati, sgranata, di cui percepisco solo i contorni. Un’immagine che, in qualche modo, ha bisogno di delinearsi attraverso a scrittura. So che lo devo fare. Per me stessa, per il mio benessere, nonostante mi possa apparire incredibilmente dura e difficile, a volte incomprensibile. E se, invece, fosse la paura di sapere che cosane uscirà? La paura di far uscire ciò che provo, di dirlo ad alta voce? Perché, a quel punto, lo renderebbe più vero, più reale. Reale al pari della sensazione che sto provando ora, in questo preciso istante della mia vita.”

Vite e storie che s’intrecciano e s’incontrano per rendere i giovani sognatori, anime cosparse da infinite emozioni.

“Penso sempre troppo. Dovrei vivere di più e pensare meno. Dovrei evitare di farmi travolgere dal passato, dovrei vivere il presente senza lasciarmi influenzare da ciò che ho vissuto, ma è così difficile.”

Alice Buzzella narra l’intensità di un sentimento, il calore di un abbraccio, la fragranza di un bacio di labbra carnose e vogliose, il confronto e l’empatico interagire che disegna ponti dove poter crescere insieme. L’autrice regala al lettore la meraviglia, lo stupore e il bisogno di riscoprirsi veri. Attraverso la forma epistolare, i protagonisti insegnano che c’è sempre la possibilità di tornare a vedersi così siamo realmente e, in quel punto esatto, mostrarsi reciprocamente nel più autentico esistere.

“Mi chiedo se riuscirò mai, anche io, a trovare le risposte alle mie domande, se circondata da tutto questo silenzio impalpabile ce la farò ad ascoltare ciò che ho dentro, ciò che sento, ciò che penso, se capirò ciò che voglio realmente dalla mia vita, se potrò provare a essere semplicemente me stessa al fine di potermi sentire veramente felice.”

Alice Buzzella nel suo romanzo “L’estate più bella della mia vita” riporta il lettore nel cuore e nella mente di adolescenti che si affacciano nel mondo adulto e, con loro, ripercorre le emozioni, le sensazioni, le gioie e i dolori. Una storia commovente e un viaggio nell’universo del proprio Sé. Una lenta ricerca di emergere per ciò che si è e donarsi, ognuno con le proprie caratteristiche, arricchendosi reciprocamente e scambiandosi emozioni.

Dettagli del libro

Titolo: L’estate più bella della mia vita

Editore:Pav Edizioni

Data di Pubblicazione:2021

Pagine:162

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Serena Savarelli
Serena Savarelli nasce ad Arezzo il 26 luglio 1979, laureata in Ostetricia, vive a Castiglion Fiorentino con il marito e i figli, biologici e adottivi. Serena lavora come ostetrica di comunità nel consultorio familiare del suo paese La scrittura è la sua passione fin da piccola nella quale continua a formarsi, reputandolo un importante strumento nella cura di sé. Il Master in Scrittura Terapeutica è stato fondamentale per la sua crescita interiore. Inizia a pubblicare per MonteCovello Editore nel 2017 vari racconti e poesie e il suo primo romanzo La vita in una matrioska. Con Pav Edizioni continua a pubblicare racconti in antologie della collana Pav per il sociale, condividendo così tematiche importanti come la cura di sé, la diversità in tutte le sue forme, la violenza sulle donne e maternità e disabilità. Sempre con la stessa casa editrice è in procinto di pubblicare il suo secondo romanzo. Serena Savarelli è impegnata da molti anni nella tutela dei diritti dei minori special needs, collaborando con le associazioni di volontariato Voci diverse e M’ama dalla parte dei bambini, attive nel territorio italiano. Entrambe le associazioni promuovono la realizzazione di una rete di sostegno tra le famiglie che vivono la disabilità del proprio figlio, in un contesto d’inclusione e di accoglienza per il benessere globale della persona. Pubblica nel 2022 il romanzo “ Dove il sole si ferma” Pav edizioni , scritto con la sorella Giulia
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